sabato 15 ottobre 2011

La profezia del card. Billot



La predizione è del card. Ludovico Billot. Richiesto da S.S. Pio XI (1923) del suo parere circa l’opportunità di convocare il Concilio Ecumenico come continuazione e chiusura del Concilio Vaticano I, interrotto come si sa nel 1870 per l’occupazione di Roma; o come nuovo Concilio, il Cardinale Billot espose le ragioni che sconsigliavano assolutamente una tale iniziativa.
Ed ecco la predizione:

«Infine, ecco la ragione più grave, quella che mi sembrerebbe militare assolutamente per la negativa.
La ripresa del Concilio è desiderata dai peggiori nemici della Chiesa, cioè dai modernisti, che già s’apprestano – come ne fanno fede gli indizi più certi – approfittare degli Stati Generali della Chiesa per fare la Rivoluzione, il nuovo ’89, oggetto dei loro sogni e delle loro speranze.
Inutile dire che non ci riusciranno, ma noi rivedremo i giorni tanto tristi della fine del pontificato di Leone XIII e dell’inizio di quello di Pio X; vedremo ancora peggio, e sarebbe l’annientamento dei felici frutti dell’Enciclica Pascendi dominici gregis che li aveva ridotti al silenzio».
Il card. Billot prevedeva che i modernisti avrebbero preso il sopravvento nell’Assise conciliare. Con grande saggezza, pertanto, sia Pio XI che, in seguito, Pio XII, rinunciarono alla convocazione di un Concilio Ecumenico.
D’altronde, tutti riconoscevano che esso non era affatto necessario; il Sommo Pontefice, col suo Magistero (da Leone XIII a Pio X a Pio XI fino a Pio XII) provvedeva più che sufficientemente alle necessità dottrinali e disciplinari incombenti.
Il Card. Billot, dunque, previde:


1) Il nefasto influsso dei modernisti nello svolgimento del Concilio
2) I rovinosi effetti del post-concilio
3) Affermava, inoltre, la sua certezza che la Chiesa avrebbe superato la gravissima crisi. Però – diceva - «vedremo ancora peggio» dei tumultuosi tempi modernistici del passato.


Memento:

«La situazione della Chiesa nel nostro secolo è l’inverso di quella in cui essa si trovò nel Concilio di Costanza: allora si avevano più Papi e una sola Chiesa; oggi, al contrario si ha un solo Papa e più chiese, quella del Concilio, e le altre del passato, da epocare e da esautorare»
(Romano Amerio)

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